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04 Agosto 2020

La Surface Plasmon Resonance (SPR) per l'immobilizzazione di due varianti GPR17 e la caratterizzazione dell'interazione con due ligandi ad alta affinità

Il recettore GPR17 è una proteina di membrana di grande interesse essendo un potenziale target nelle malattie demielinizzanti come la sclerosi multipla o il morbo di Alzheimer. Rappresenta quindi un importante target farmacologico e risulta di grande importanza poter effettuare rapidamente e con efficacia lo screening di affinità e cinetica di legame tra questo recettore e librerie di composti per cercare potenziali candidati terapeutici.
Tra le principali tecniche biofisiche di caratterizzazione la Surface Plasmon Resonance (SPR) rappresenta sicuramente la più promettente in termini di ridotto consumo di campione e throughput ma resta un approccio piuttosto sfidante a causa delle difficoltà nell'immobilizzazione delle proteine di membrana sulla superficie dei chip mantenendone inalterato lo stato conformazionale e quindi la loro attività. I GPCRs (G-Protein Coupled Receptors) sono infatti intrinsicamente poco stabili rendendo necessario lavorare su estratti membranali e non su purificati proteici.
Altre tecniche sono state impiegate per la caratterizzazione delle interazioni tra GPCRs e diversi ligandi ma spesso limitandosi ad interazioni con medie-basse affinità o mediante test incapaci di dare informazioni su

In questo articolo si descrive un protocollo SPR, messo a punto su un sistema Pioneer AE di Fortébio, impiegato per l'immobilizzazione di due varianti GPR17 e la caratterizzazione dell'interazione con due ligandi ad alta affinità.

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